2 Mag

Chi non desidera deprimersi, non legga.

Pubblicato da Redisaturno

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In questi ultimi tempi sono mancato ovunque.

 

Mi sono inerpicato  in sfide più grandi di me,

dove sapevo che mai sarei  arrivato,

eppure sono partito,

consapevolmente,

alla conquista della medaglia di legno.

 

Perché,

poi, 

si sa,

tutto quello che viene in più

è una vittoria.

 

Spesso,

però,

la vita di oggi è crudele,

lo è stata sempre a dir la verità,

oggi forse un po’ di più.

Non ti da margini di scelta.

Non puoi fare errori.

Non puoi distrarti.

 

E’ cosi e basta.  

 

Prima potevo dire “Sono stufo”

“Vado e torno quando sto meglio”

Adesso dove vado,

ho troppe porte aperte,

troppa carne a cuocere,

troppo di troppo.

 

Ed è tutto talmente veloce,

rapido,

assomiglio,

assomigliamo,

sempre di più

a p.c. umani.

 

Tutto deve essere pronto,

dinamico,

svelto,

rigorosamente efficiente,

altrimenti, 

bruciano la terra dove cammini,

dove vivi.

 

A volte ho le vertigini,

non c’è la faccio,

corro ma non arrivo e,

quando arrivo,

è quasi sempre troppo tardi.

 

E sono stanco di rubare

tempo al tempo,

per respirare il mio mondo,

per godere delle mie sensazioni,

per riposare e guardare l’orizzonte,

la luna, il cielo.

 

Sono stanco, soprattutto

del mio mestiere,

dove vedo solo dolore,

sangue,

lacrime,

una desolazione incredibile,

disperazione,

angosce,

problemi su problemi,

tutto triste, tutto amaro, tutto buio.

 

Basta,

30 anni di tormento,

non c’è la faccio più..

 

Cerco di pensare positivo,

scrivere senza riflettere,

puttanate dopo puttanate,

comportarmi in modo da staccare

senza sentire lo strazio interiore,

isolandomi 

dal resto della giornata lavorativa che,

comunque,

vuoi o non vuoi, condiziona

uccidendo l’animo piano piano.

 

E questo pesantissimo

macigno che porto dentro,

che mette a dura prova il mio io,

lo sento sempre di più,

grammo dopo grammo,

passo dopo passo.

 

 

 

Andiamo avanti?

Purtroppo si

con la morte nel cuore.

Senza un piacere.

Senza soddisfazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1 Commento »

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Una Risposta a “Chi non desidera deprimersi, non legga.”

  1. andreapac dice:

    dice che il destino è un ponte che ognuno so costruisce con le proprie scelte e non è detto che qualche pietra non sia precisa e metta a rischio la costruzione ma nulla vieta che quel ponte non arrivi all’altra riva dove sta la felicita da condividere. Buona domenica e sorridi che aiuta non solo te ma quanti ai accanto e incontri

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