Archivio per Giugno, 2014

19 Giu

Cose d’estate.

Pubblicato da Redisaturno

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Lo so,

sono cose che non si fanno. Non si fanno, ma ci penso sempre dopo. E questo lo penso solo quando torno,

forse,

totalmente in me.

 

Lo so,

sono cose che non si fanno, ma al fato non puoi dire di no, non puoi appellarti alla conoscenza, ad un’ amicizia, ci sono cose che non si contemplano, vanno da sole, al di la del rispetto,  le assorbi solo in alcuni  momenti e ti fanno scoppiare il cervello.

Lo so,

non si fanno, prima però, cado e ricado nel turbine dell’attrazione, nella tua totale attenzione, nel meraviglioso sconvolgimento che emani, nel tumulto della voglia sempre più forte, nella tempesta di desiderio che mi confonde la mente e che poi ci sconvolge l’animo .

Lo so,

sono cose che non si fanno. Non si fanno, ma il disordine che dai ad ogni mio tranquillo pensiero mi squilibra,  facendomi perdere tutte quelle inibizioni, lasciando che ogni divieto imposto dall’onore diventi una concessione.

Lo so,

ma se non ci fosse la tua immensa complicità, la tua grande partecipazione, il tuo completo interesse, non potrebbe esistere quel tormento che mi permette di agire nel profondo del tuo mondo, nell’abisso del nostro universo.

E più penso che non bisogna farlo più, e più lo facciamo. Più penso al rimorso che poi mi assale e più siamo bestie quando ci prendiamo.  

E poi,

tutto è cosi tremendamente  provocante, tremendamente piacevole, tremendamente folle.

E tu sai come stuzzicarmi, come accendermi, farmi delirare, scatenarmi.

E cosi quel pomeriggio.

Fresco,

 fronte mare.

Un bel locale, il compleanno dell’amico in comune. Tu e lui arrivate sorridenti e tranquilli. Un saluto formale, due chiacchiere, la tua gonna, tacchi e le stelle negli occhi.

Sorridi, parli, assaggi, sorseggi, e la tua lingua esce delicatamente appoggiandosi sulle labbra rosse mentre mi guardi.

Prima un mix di musica che, splendidamente bella, riscalda l’ambiente, poi cominciata la partita  tutti sono davanti al maxi schermo.

Tutti entusiasti, tutti contenti, tutti compreso lui.

Tutti tranne noi due.

Uno sguardo complice, un cenno per cadere tra i colori dell’arcobaleno e ci defiliamo nella stanza accanto senza accostare la porta,  dove il buio è rotto solo dal bagliore del televisore.

Ti appoggio al muro, mi abbracci forte e chiudi gli occhi.

Il respiro è potente mentre le mie mani sono sul tuo petto, sulla tua schiena, sul sedere.

Mi frughi, mi tocchi, frasi sussurrate dalla tua bocca.

Ti giro con forza e  mi rimani di spalle.

Ti alzo la gonna mentre sentiamo i commenti e le grida dall’altra parte del muro.

Ti prendo.

Ti prendo forte.

Ansimi, e sprofondiamo nell’oceano blu. In quel blu dove respiriamo a fatica e le gocce di sudore colano ovunque.

Mi muovo veloce nel nostro silenzio e la mia bocca si perde tra i tuoi capelli e la nuca.

Mi spingi all’indietro, potente, quasi a spostarmi.

E’ bellissimo.

La nostra pazzia sta arrivando al punto di non ritorno.

Le mani stringono.

Il movimento è sempre più forte.

Fondo dentro di te.

Vorrei urlare.

T’inarchi e guardi, con gli occhi chiusi, il cielo di sera che tinge il soffitto sopra di noi.

L’attimo ci entra nel cervello e implode.

Torniamo noi, torniamo sulla terra.

Ti ricomponi.

Torni tra le grida e le immagini.

Mi lasci solo.

Esco dalla stanza poco dopo di te, con il telefono in mano facendo finta di essere distratto da esso.

Nessuno bada a me.

Esco fuori.

Un lungo respiro  e

assorbo tutta la brezza di mare che posso

rientrando felice

nel mio piccolo adorato deserto…