Archivio per Marzo, 2014

22 Mar

Che titolo metto?

Pubblicato da Redisaturno

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Ci sono, o meglio, ci dovrei stare. Diciamo che sto a metà, anzi, ad un quarto. Forse ad un quarto di un quarto dai, però ci sto.

Ho constatato che, come quei scrittori che si eclissano in posti meravigliosamente silenziosi per ritrovare la vena artistica, bisogna avere la mente libera per comporre. Scrivere quel qualcosa di sano, di bello, quel qualcosa che mi piaccia scrivere, che mi stimoli, a cui posso dedicare del tempo.

Dunque,

dell’amore ho confidato tanto, dei rapporti di coppia anche, dei figli pure. Ho scritto anche qualcosa della mia vita, del mio io, del sole, del mare e del vento. Ho parlato anche delle montagne e dell’estate, della bici e dei chili di troppo. Una volta, o più di una, ho dato perfino una opinione politica.

Ho scritto delle difficoltà comuni, delle paure, delle angosce, ma anche del coraggio e della serenità.

Poi ho descritto il sesso secondo me, ho postato della pioggia e della neve, delle amanti, del ballo, dei dolori patiti fisicamente e mentalmente.

Ho espresso pareri sulla musica, sulla spiaggia, sui fiumi. Ho ragionato sull’esistenza, ho cercato di chiacchierare sull’essere, sull’apparire e ho mormorato anche qualcosina sull’amicizia.

Sono stato autoironico, scherzoso, anche villano.

Ho cominciato per scherzo, niente di vero, poi, subito dopo, il tutto è stato quasi confidenziale, da qualche rigo buttato qua e là, a storie quasi certe e poi vere. Da pettegolezzi da bar ad uno spaccato della mia vita.

Adesso, purtroppo, sono come una tazzina di caffè senza zucchero, come piace a me, un piccolo sorso e tutto diventa vuoto. Rimane il sapore amabilmente amaro in bocca e nel fondo della tazzina niente, forse solo qualche goccia da cui non posso apprendere nulla.   

Forse, davvero, devo partire per un’isola sperduta nell’oceano, stare lì qualche anno, certamente non solo, e tornare vigorosamente pronto per un’altra quasi decade di scritture.

Raccontare, poi, di noci di cocco, sabbia bianchissima e palme al sole. Di bichini, tresche e storie serie.

Si, forse è meglio che io evada, parta, voli via, l’unica cosa che potrebbe capitare è che non torni,

non torni mai più.