Archivio per Febbraio, 2011

20 Feb

Morale..

Pubblicato da Redisaturno

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Qualche anno fa ero ad una comunione. Dopo la messa e le foto siamo andati al ristorante.

Quando ci sedemmo sembrava di essere in un carcere russo, nessuno parlava, nessuno rideva, tutti erano assorti nei loro pensieri e mascelle. Ai camerieri, in divisa, mancava un kalasnikov e tutto poteva somigliare a un film di guerra.

Non potendo, io, farmi i cazzi miei, decisi di movimentare quel cimitero. All’uopo portavo con me dei peperoncini. Da secoli la mia famiglia, usa il peperoncino anche nel latte la mattina, e questi, che mio padre mi aveva dato, erano allucinanti. Sembravano il fuoco di Satana con tutto l’Inferno dei diavoli dietro.

Io avevo l’abitudine di metterne solo una puntina di coltello, per dare quel tocco in più, e già il sudore, le lacrime e il fuoco in bocca mi facevano compagnia.

Tra una pietanza e l’altra molte persone si alzavano, chi per fumare, chi per andare a parlare con la festeggiata, chi per scambiare due chiacchiere, chi per sgranchire le gambe…….

Fu lì che mi colpì un fulmine.

Consapevole che nessuno badava a me, presi il più bel peperoncino della mia collezione, di colore gialloviolarosso con sfumature arancioni, lo tagliai precisamente nel mezzo e con la metà, che pareva friggesse, cominciai, con molta tranquillità, a passarlo sull’orlo di alcuni bicchieri e posate nelle mie vicinanze..

Potevo io immaginare che tale scherzo “stupidino” avrebbe avuto dei risvolti tragicomici??

No.

Quindi continuavo nella mia furtiva pacatezza a “oliare” .

Giunta l’ennesima pietanza, i commensali presero a sedersi, i camerieri andavano e venivano e il tizio fronte la mia vista cominciò a mangiare allegramente.

Naturalmente essendo stato lui il primo “oliato” ebbi particolare cura nel consumare il peperoncino sulle sue posate e bicchieri.

Alla prima masticata, lo vidi fermare le sue mascelle di colpo…

Guardare in cielo.

Diventare paonazzo.

Sgranare gli occhi e cercare di parlare a sua moglie.

Le sue prime parole erano prive di vocali.

Poi di consonanti.

Biascicava il periodo.

La moglie versò subito un po’ d’acqua nel suo bicchiere, dove l’orlo era diventato blu e il vetro aveva cominciato l’autodistruzione per quanto peperoncino c’era.

Lui lo prese e con le mani tremolanti toccò incautamente dove avevo “oliato”, quindi, anche le sue mani “s’imbrattarono” di quella mistura malefica, e appena il bicchiere arrivò alla bocca successe l’irreparabile.

Si alzò dal tavolo come una furia e corse in bagno per sputare quel bolo infuocato…

Si riempì la bocca d’acqua e mugugnava nei confronti di tutti ..

Era rosso come la bocca di un vulcano.

E quando poi si lavò il viso, mi accorsi che il peperoncino , ormai, si era impossessato totalmente di lui.

Si toccò gli occhi che cominciarono a bruciare e cominciò a inveire contro ogni povero Santo, bestemmiò anche il calendario del 2002.

Mentre molte persone accorrevano in bagno per sapere cosa era successo, vilmente feci sparire le tracce che potevano indurre alla mia colpevolezza, feci sparire anche tutte quelle posate e bicchieri che avevo contaminato con quel cazzo di peperoncino, sostituendo tutto con le mie (che schifo) e prendendo altri accessori puliti da posti non occupati e accorsi anche io in bagno domandando, vagamente tenero, ma divertito da matti, cosa fosse successo.

La moglie mi disse che forse c’era del peperone nella pietanza e lui essendo allergico a tale ortaggio forse ne aveva risentito.

Allora mi scapparono puzzette a iosa per il timore che non avessi combinato un guaio.

Stava tutto tornando nella normalità quando lui decise di andare in bagno a fare pipì…. !!!!!!!!!! çç@@££%&$£#à

Successe la catastrofe

Lo tzunami.

Il disastro ormai era compiuto.

Si toccò l’uccello con il peperoncino che ormai era penetrato nella pelle delle sue mani.

Cominciò ad urlare e chiamare la moglie, che non sapeva cosa fare………

Alla fine io presi una brocca piena d’acqua fredda (frizzante) e gliela porsi.

Però mi scappava da ridere, facevo il serio ma mi scappava da ridere.

Fu in quell’istante che la mia ragazza diventò mia moglie.

Mi disse che se non l’avessi sposata avrebbe rivelato l’arcano.

Averebbe rivelato l’insano gesto a quell’energumeno che se avesse saputo tutto, mi avrebbe preso a calci in culo a due a due fin quanto il totale non sarebbe diventato dispari.

Fu cosi che mi sposai l’anno dopo.

Sigh!!

Morale:

Quando uno si fa un pacchetto di cazzi propri, campa molto e soprattutto campa tranquillo.

:D      :D       :D