Archivio per Novembre, 2010

24 Nov

PiCCoLe DiFfEReNzE..

Pubblicato da Redisaturno

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La famiglia del mulino bianco la mattina a colazione.

Il padre,

un gran figo in giacca e cravatta, sorridente e contento come una Pasqua, arriva correndo in una cucina di 160 mq e siede ad una tavola da dodici posti imbandita con caraffe di spremute d’arancio, camomille, tè, latte, vino e gassosa, sette cestini con pane, fette biscottate, biscotti vari, merendine, frutta e verdura, pizza e pesce arrosto, dodici tipi di marmellate, nutella e burro light.

Sul suo viso traspare la mattinata faticosa che deve affrontare. Macchina da settantamila euro, giornalaio, palestra, massaggi, camminata sul mare per respirare e gratificare i polmoni, scommessina al punto snai, aperitivo bordo piscina al club, pranzo e dopo pranzo con la twoia di turno.

I figli,

puliti e profumati, già vestiti e pronti, siedono anche loro nel contesto magnifico della prima mattinata, contentissimi di andare a scuola con venti quintali di inutili libri nello zaino trascinato però dal collaboratore domestico di turno.

La madre,

una topa favolosa, viva e grintosa, vestita come se dovesse sfilare o tenere la prima al teatro, truccata dall’estetista che ha dormito con lei, soddisfattissima di essersi alzata alle cinque per preparare una colazione del tipo mulino ai suoi componenti familiari, ha anche il tempo di lanciare occhiatine scintillanti al suo maritino, sapendo che anche la sua bellissima giornata di lavoro sarà tipo quella del suo partner. Ha un suv enorme.

La famiglia, non del mulino bianco, la mattina a colazione.

Il padre,

un frankenstein con pigiama slabbrato, puzzolente di sudore, con calzette da notte scolorite che fanno fare capolino all’ alluce, che occupa l’unico bagno a disposizione di 3 metri quadri e guardandosi allo specchio maledice quell’insano giorno che è nato, e sporgendosi dalla finestra, sbadigliando copiosamente, manda un’alitata “o’ de fognatur”  verso l’unico albero del giardino condominiale appassendolo.

Deve aspettare che sua moglie esca dalla cucinina altrimenti non si può sedere per fare colazione consistente in una scodella scorticata piena di latte freddo e un biscotto. I due non si salutano dagli anni ottanta. Poi in bicicletta raggiunge la fabbrica dove per dieci ore di duro lavoro da “bianco” gli danno una paga da “negro” , l’unico suo hobby è il gratta e vinci da un euro la settimana.

I figli,

per farli alzare dal letto devi cantare loro una canzone in cinese e quando si alzano devi continuare a cantare perchè si addormentano ovunque, e quando riesci a farli lavare, vestire, fargli fare una magra colazione, (per la linea però), e farli uscire per l’amata scuola vai subito ad accendere i ceri alla Madonna per ringraziare che anche quella mattinata è fatta.

La moglie,

chi ha visto il film zombie non avrà paura del proseguo della scrittura.

La intravedi al buio, con il riverbero della luce delle candele, che cammina indossando due paia di pigiami in pile, la vestaglia della bis bis bis nonna di fustagno, cappello di lana grezza, tre paia di calzettoni militari e ogni tanto beve un cicchetto dalla bottiglia di cognac che tiene in tasca, ha ancora in viso i residui della crema anti vecchiaia alla cicoria della sera precedente, parla al vento e gode a non preparare la colazione perchè si alza otto minuti prima dell’ora “X” (quella dell’uscita da casa) e, nei momenti di pausa, prende a calci anche il gatto che, allo stremo delle forze, reclama una colazione anche lui.

Lavora come metalmeccanico e puzza di olio bruciato, i capelli li ha fatti l’ultima volta quando si è sposata, poi ripensando al dramma che affronta ogni giorno non è più andata dal parrucchiere per non ripensarci. Guida una macchina che si tiene insieme con la colla.

Attenzione però…..

Non è invidia,

no, no, io faccio colazione solo sulla mia barca a vela da ventiquattro metri attorniato da quattro bellissime madamigelle che, mentre “colaziono”, mi massaggiano tutto (tutto tutto), e poi, mentre una concubina mi legge il giornale (solo le notizie piacevoli), un’altra suona il violino, e l’altra ancora canta soavemente solo melodie rilassanti.

L’unico estenuante, ma distensivo è “godurioso” lavoro che mi attende giornalmente è quello di soddisfare sexualmant ,(francese), le sette meravigliose fanciulle che, comunque, cambio ogni giorno della settimana, del mese, dell’anno.

:D